In Italia l'attività influenzale è ancora bassa, prossima ai livelli
di base. Secondo i dati inseriti dai nostri utenti nella seconda
settimana di sorveglianza risulta che l'incidenza di sintomi influenzali
tra i nostri volontari è intorno al 2 %.
Anche nel resto d'Europa, secondo i dati riportati dalle nostre piattaforme gemelle di Influenzanet (http://www.influenzanet.eu/),
in accordo con quelli divulgati dall'ECDC (European Center for Disease
Control), l'attività influenzale sotto la soglia epidemica, anche se
alcuni paesi, come Francia, Austria, Germania e Svezia, riportano
contagio locale di influenza ma nessun trend geografico.
Sempre secondo i dati dell'ECDC, in questo momento il virus dominante
tra i casi analizzati è quello tipo A, con il 97.3% (contro quelli di
tipo B pari al 2.7%). Tra i virus di tipo A il ceppo pandemico A(H1N1)
non e' quello dominante, presente solo nell'1%% dei casi, mentre il
restante 99%% dei casi sono del ceppo A(H3N1).
L'influenza, in Italia come in Europa, quest’anno si è fatta attendere, complici soprattutto le belle giornate nel periodo natalizio. Il suo arrivo è stato posticipato di qualche settimana ma con la riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia ci si aspetta un'impennata nel numero di casi di influenza. Responsabili dell’impennata nella diffusione del virus saranno le temperature più rigide e il ritorno dei bambini tra i banchi di scuola. Sembrerebbe invece che durante le festività, invece, sia stata molto più diffusa la gastroenterite che ha messo a letto almeno centomila pazienti nella settimana tra Natale e capodanno, con nausea, diarrea e vomito. Questa stagione anomala spostata in avanti di tre settimanenon deve tuttavia far abbassare la guardia. Deve rimanere la massima allerta per i bambini, gli anziani e le categorie più a rischio per il sistema immunitario compromesso da patologie respiratorie e cardiocircolatorie.












